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Successione senza testamento: chi eredita e quanto

7 min di lettura · Aggiornato il 20 ottobre 2026

Quando una persona muore senza testamento, o con un testamento che non dispone di tutti i beni, decide la legge: è la successione legittima, regolata dal codice civile. Stabilisce chi eredita, in quale ordine e in quali quote, e non lascia margini di scelta. Qui trovi le regole caso per caso, con coniuge, figli, genitori e fratelli, e cosa cambia per chi è separato, divorziato o convivente. Non è una consulenza legale: per il tuo caso, e soprattutto se in famiglia c’è disaccordo, rivolgiti a un notaio o a un avvocato.

Quando si applica la successione legittima

Si applica quando manca un testamento, quando il testamento non è valido o quando dispone solo di una parte dei beni: per la parte restante vale la legge. Prima di tutto, quindi, va verificato se un testamento esiste. Un testamento olografo può essere in un cassetto di casa o affidato a un notaio; un testamento pubblico è sempre presso il notaio che lo ha ricevuto, e il Registro Generale dei Testamenti aiuta a scoprire se ne è stato registrato uno.

Le quote della legge valgono per tutti i beni: casa, conti, titoli, auto. I figli nati fuori dal matrimonio e quelli adottati hanno gli stessi diritti degli altri. E se un figlio è morto prima del genitore, o non vuole accettare, al suo posto subentrano i suoi figli: è la rappresentazione (art. 467 c.c.).

Coniuge e figli

  • Solo figli, senza coniuge: tutta l’eredità ai figli, in parti uguali (art. 566 c.c.).
  • Coniuge e un figlio: metà al coniuge, metà al figlio (art. 581 c.c.).
  • Coniuge e due o più figli: un terzo al coniuge, due terzi ai figli divisi in parti uguali (art. 581 c.c.).

Un esempio: con il coniuge e tre figli, al coniuge va un terzo e a ciascun figlio due noni. Oltre alla sua quota, il coniuge ha per legge il diritto di abitare la casa che era residenza della famiglia e di usare i mobili che la arredano, se la casa era del defunto o di entrambi (art. 540 c.c.).

Senza figli: coniuge, genitori, fratelli

  • Solo il coniuge, senza genitori, altri ascendenti, fratelli o sorelle: tutta l’eredità al coniuge (art. 583 c.c.).
  • Coniuge con genitori o con fratelli e sorelle: due terzi al coniuge, un terzo agli altri; se ci sono sia genitori sia fratelli, agli ascendenti spetta comunque almeno un quarto dell’eredità (art. 582 c.c.).
  • Né coniuge né figli: ereditano genitori e fratelli insieme, per capi, ma ai genitori va sempre almeno la metà (art. 571 c.c.). Senza fratelli, tutto ai genitori; senza genitori, tutto ai fratelli.
  • Né coniuge, né figli, né genitori, né fratelli o loro discendenti: ereditano i parenti più prossimi, fino al sesto grado (art. 572 c.c.). Oltre il sesto grado, e se non c’è nessuno, l’eredità va allo Stato (art. 586 c.c.).

I fratelli unilaterali, cioè figli di uno solo dei genitori del defunto, hanno la metà della quota che spetta ai fratelli che hanno in comune entrambi i genitori (art. 570 e 571 c.c.). È una delle regole che più spesso sorprendono le famiglie ricomposte.

Separati, divorziati, uniti civilmente e conviventi

Il coniuge separato ha gli stessi diritti del coniuge non separato, a meno che la separazione non gli sia stata addebitata con sentenza definitiva (art. 585 c.c.). Il coniuge divorziato non è erede: in certi casi può avere diritto a un assegno a carico dell’eredità o a una parte della pensione di reversibilità, ma non a una quota.

La parte di un’unione civile ha gli stessi diritti successori del coniuge (legge 76/2016). Il convivente di fatto, invece, non eredita nulla per legge, anche dopo molti anni insieme. Ha diritto a continuare ad abitare nella casa comune, se era del partner, per due anni o per un periodo pari alla convivenza, fino a cinque anni, e per almeno tre anni se ci vivono figli minori o disabili (art. 1, comma 42, legge 76/2016). Per lasciargli qualcosa di più serve un testamento.

Dalle quote alla pratica

Le quote dicono quanto spetta a ciascuno, non chi prende quale bene: finché non si fa una divisione, gli eredi sono comproprietari di tutto, ciascuno per la sua quota. Per conti e immobili servono comunque la dichiarazione di successione, entro dodici mesi, salvo i casi in cui non è dovuta, e i documenti elencati nella guida «Documenti per la successione: la lista completa». Se ci sono debiti, chi eredita ne risponde: prima di accettare leggi la guida sui debiti del defunto.

Quasi sempre il problema concreto non sono le quote ma i beni: sapere quali conti, polizze, immobili e contratti esistono, e dove sono le carte. Senza testamento nessuno ha lasciato istruzioni, e gli eredi partono da zero.

Domande frequenti

Chi eredita se non c’è testamento?

Eredita chi indica il codice civile, in quest’ordine: coniuge e figli; senza figli, coniuge con genitori e fratelli; senza coniuge e figli, genitori e fratelli; poi gli altri parenti fino al sesto grado; in mancanza di tutti, lo Stato.

Quanto spetta alla moglie se ci sono due figli?

Un terzo dell’eredità; gli altri due terzi vanno ai figli in parti uguali (art. 581 c.c.). Con un solo figlio, invece, metà al coniuge e metà al figlio. In più il coniuge ha il diritto di abitare la casa familiare.

Il convivente eredita se non ci sono testamento né figli?

No: il convivente di fatto non è erede per legge. Può continuare ad abitare nella casa comune che era del partner per un periodo da due a cinque anni (legge 76/2016). Per lasciargli dei beni serve un testamento.

Il coniuge separato eredita?

Sì, con gli stessi diritti del coniuge non separato, salvo che la separazione gli sia stata addebitata con sentenza definitiva (art. 585 c.c.). Il coniuge divorziato invece non è erede.

Se un figlio è morto prima del genitore, la sua parte a chi va?

Ai suoi figli, che prendono il suo posto e si dividono la sua quota: è la rappresentazione (art. 467 c.c.). Lo stesso vale se il figlio rinuncia all’eredità.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o notarile. Le procedure possono variare da caso a caso: per la tua situazione rivolgiti a un notaio, un avvocato o un commercialista.

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