Debiti del defunto: gli eredi devono pagarli?
7 min di lettura · Aggiornato il 20 ottobre 2026
Con l’eredità passano agli eredi non solo case, conti e risparmi, ma anche i debiti: finanziamenti, mutui, tasse non pagate, garanzie firmate. Se e quanto si paga dipende da come si accetta. Qui trovi la regola generale, i modi per non rispondere con il proprio patrimonio, cosa succede a cartelle, sanzioni e mutuo, e dove cercare i debiti che nessuno conosce. Non è una consulenza legale: con debiti importanti rivolgiti a un notaio, a un avvocato o a un commercialista prima di accettare.
La regola: i debiti seguono l’eredità
Con l’accettazione il patrimonio del defunto e quello dell’erede si confondono: i creditori del defunto possono rivolgersi all’erede, e l’erede risponde anche con i propri beni. Fra più eredi i debiti si dividono in proporzione alle quote: chi eredita metà paga metà (art. 752 c.c.). Verso i creditori ciascuno risponde per la sua parte (art. 754 c.c.).
Non si eredita solo un debito, ma anche ciò che lo garantisce o lo moltiplica: le rate di un finanziamento, il saldo negativo di un conto, le spese condominiali arretrate, una fideiussione firmata per un figlio o per un’azienda. Per questo la prima cosa da fare, prima di accettare, è capire cosa c’è.
Come non pagare con il proprio patrimonio
- Rinunciare all’eredità: chi rinuncia non riceve nulla e non risponde di nulla. Nella successione per legge, però, al suo posto subentrano i suoi figli, che devono rinunciare a loro volta. Come si fa è spiegato nella guida «Rinuncia all’eredità: come si fa e quanto costa».
- Accettare con beneficio d’inventario: si diventa eredi, ma dei debiti si risponde solo fino al valore dei beni ereditati (art. 484 c.c.). È la scelta prudente quando non è chiaro se prevalgano beni o debiti, ed è obbligatoria per minori e incapaci.
- Non fare nulla non basta: chi possiede beni del defunto, per esempio abita nella sua casa, ha tre mesi per fare l’inventario; dopo è erede puro e semplice, con tutti i debiti (art. 485 c.c.).
Attenzione ai gesti che valgono come accettazione: vendere un bene dell’eredità, incassarne i soldi e usarli, comportarsi da proprietario. Una volta accettato in modo puro e semplice non si torna indietro.
Tasse, cartelle e sanzioni
I debiti fiscali del defunto, come imposte non pagate o cartelle già notificate, passano agli eredi come gli altri debiti, con i relativi interessi. Le sanzioni tributarie invece no: l’obbligazione di pagarle non si trasmette agli eredi (art. 8 del d.lgs. 472/1997). In pratica, su una cartella del defunto l’erede deve l’imposta e gli interessi, non la sanzione: vale la pena farlo presente all’ente che chiede il pagamento.
Mutuo, prestiti e carte
Il mutuo non si estingue con la morte di chi lo ha firmato: il debito residuo passa agli eredi insieme alla casa. Molti mutui e prestiti però sono abbinati a una polizza che, in caso di decesso, paga alla banca il debito residuo: va cercata nel contratto di finanziamento o nei documenti allegati, e attivata comunicando il decesso alla banca e alla compagnia. Lo stesso vale per i prestiti personali e le carte revolving.
Se il mutuo era cointestato, di norma chi resta continua a dovere le rate per intero alla banca, perché i cointestatari si obbligano in solido; fra i cointestatari e gli eredi del defunto si fanno poi i conti in base alle quote.
Come scoprire se il defunto aveva debiti
- Estratti conto e corrispondenza: rate addebitate, solleciti, lettere di banche e finanziarie.
- La Centrale dei Rischi della Banca d’Italia, che registra i finanziamenti più consistenti e le insolvenze: l’accesso è gratuito, dal portale della Banca d’Italia o in una sua filiale, e può chiederlo anche l’erede: domanda quali documenti servono a dimostrarlo.
- L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per le cartelle e i debiti con il fisco e con gli altri enti.
- Il commercialista del defunto, se ne aveva uno, e l’amministratore di condominio per le spese arretrate.
È un lavoro che richiede tempo, e i tre mesi dell’inventario passano in fretta. Chi sa già quali finanziamenti, garanzie e polizze esistevano parte con un vantaggio enorme.
Domande frequenti
I figli devono pagare i debiti dei genitori?
Solo se accettano l’eredità, e in proporzione alla loro quota. Se accettano in modo puro e semplice ne rispondono anche con i propri beni; con il beneficio d’inventario solo fino al valore di quanto ricevono; se rinunciano, non rispondono di nulla.
Gli eredi pagano le cartelle esattoriali del defunto?
Sì per l’imposta e gli interessi, se accettano l’eredità; no per le sanzioni, che non si trasmettono agli eredi (art. 8 del d.lgs. 472/1997).
Il mutuo si estingue alla morte di chi lo ha firmato?
No: il debito residuo passa agli eredi con la casa. Se però il mutuo era abbinato a una polizza in caso di morte, la compagnia può pagare alla banca il residuo: controlla il contratto e comunica subito il decesso.
Quanto tempo ho per decidere se accettare un’eredità con debiti?
In generale dieci anni; ma se possiedi beni del defunto, per esempio vivi nella sua casa, devi fare l’inventario entro tre mesi, altrimenti diventi erede puro e semplice (art. 485 c.c.). Un creditore può anche chiedere al giudice di fissarti un termine.
Come faccio a sapere se il defunto aveva debiti?
Controlla estratti conto e corrispondenza, chiedi i dati della Centrale dei Rischi alla Banca d’Italia e la situazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, e senti il commercialista e l’amministratore di condominio.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o notarile. Le procedure possono variare da caso a caso: per la tua situazione rivolgiti a un notaio, un avvocato o un commercialista.